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PERCHE' LA VALUTAZIONE DEL MICROCLIMA

COS’È IL MICROCLIMA ?


Con il termine “Microclima” si indica il clima degli ambienti confinati (uffici, mezzi di trasporto, scuole, ospedali, ambienti di lavoro…) ovvero il complesso dei parametri fisici ambientali che assieme ai parametri individuali influenzano gli scambi termici tra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano.


PERCHÈ CI INTERESSA?

Una delle condizioni vitali per l’essere umano è la possibilità di mantenere costante la temperatura del proprio corpo, in particolare della zona corporea più interna, denominata nucleo, che comprende gli organi vitali. Per far sì che questa temperatura si mantenga intorno ai 37°C interviene il Sistema di Termoregolazione che agisce in vario modo per bilanciare l’energia termica e meccanica prodotta dai processi biochimici interni al corpo e gli scambi di calore e lavoro tra il corpo e l’esterno e quindi contrastare un discostamento eccessivo dalla temperatura necessaria al nostro organismo per svolgere le proprie funzioni vitali. Le sensazioni termiche, di caldo o di freddo, che noi percepiamo dipendono proprio dalle azioni del sistema di termoregolazione. 
Ciò significa che le grandezze che influenzano gli scambi di calore tra corpo umano e ambiente sono le stesse che influenzano le sensazioni termiche.
Tali grandezze fisiche ambientali rappresentano il microclima di un ambiente.

Al fine di limitare le sensazioni di caldo o di freddo si può ricorrere a sistemi che consentano la modifica delle condizioni termoigrometriche ambientali mediante gli impianti di climatizzazione oppure, dove possibile, utilizzare un abbigliamento adeguato. In quest’ottica la centralina microclimatica rappresenta lo strumento indispensabile per individuare i parametri microclimatici presenti in una ambiente lavorativo e di conseguenza migliorare successivamente le condizioni termoigrometriche ambientali.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Il principale riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008 - Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro che tratta il microclima in due Titoli:

  • TITOLO II: il quale stabilisce le caratteristiche dei luoghi di lavoro, per le quali rimanda all’ ALLEGATO IV, e considera il microclima come un requisito per la salute e per la sicurezza dei lavoratori; in particolare sottolinea la necessità di adeguatezza della temperatura, dell’umidità e della velocità dell’aria dei luoghi di lavoro; il tutto nell’ottica della massimizzazione del comfort termico per i lavoratori;
  • TITOLO VIII: il quale considera il microclima alla stregua di tutti gli altri agenti di rischio di natura fisica come il rumore, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche artificiali e ne impone la valutazione del rischio da parte del Datore di Lavoro. A differenza di questi agenti di rischio, per il microclima non sono definiti né i valori limite né le modalità di valutazione dei rischi.

 

A tal proposito si può fare riferimento a linee guida e a norme tecniche UNI EN ISO, in particolare alle:

  • LINEA GUIDA INAIL 2018: La valutazione del microclima
  • LINEE GUIDA DEL CTR su microclima e illuminamento del 2006 aggiornate al 2013
  • UNI EN ISO 7243: Valutazione dello stress termico negli ambienti di lavoro severi caldi basata sull’indice WBGT
  • UNI EN ISO 7933: Ergonomia degli ambienti termici caldi. Valutazione dello stress termico da calore
  • UNI EN ISO 7730: Ambienti termici moderati, valutazione dei criteri di benessere termico locale attraverso gli indici PMV e PPD.
  • UNI EN ISO 7726: Ergonomia degli ambienti di lavoro. Strumenti e metodi di misurazione delle grandezze fisiche.
  • UNI EN ISO 11079: Ergonomia degli ambienti severi freddi e interpretazione dello stress termico da freddo

DOVERI DEL DATORE DI LAVORO

Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare la Valutazione dei rischi relativi al microclima in quanto il D.Lgs. 81/2008 al Titolo VIII obbliga il datore di lavoro ad effettuare la valutazione di tutti rischi derivanti da agenti di natura fisica, compreso il microclima. Tale valutazione deve essere ripetuta almeno ogni quattro anni e a rispettare i principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, principio ben sottolineato nelle misure generali di tutela contenute nell’Art.15 del D.Lgs. 81/2008.

 

VALUTAZIONE DEL MICROCLIMA

Al fine di poter procedere nella valutazione del microclima occorre suddividere gli ambienti termici in:

  • Ambienti termicamente moderabili: anche detti non vincolati, ambienti nei quali non esistono vincoli in grado di pregiudicare il raggiungimento di condizioni di comfort; ovvero dove non esistono specifiche esigenze produttive che vincolano uno o più parametri microclimatici e le condizioni di confort termico sono realisticamente perseguibili;
  • Ambienti termicamente vincolati: anche detti severi, ambienti in cui esistono vincoli legati alle esigenze produttive, in primis sulla temperatura e sulle altre quantità ambientali, ma anche sull’attività metabolica e sul vestiario, in grado di pregiudicare il raggiungimento di condizioni di comfort. Le condizioni di comfort termico non sono realisticamente perseguibili.

Una volta verificata la presenza o meno di tali vincoli è possibile comprendere se un ambiente è moderabile e sarà quindi possibile raggiungere una situazione di confort termico, oppure se un ambiente è vincolato ed occorre valutare il microclima in un’ottica di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

 

UNI EN ISO 7730:2006 – UNI EN ISO 7243:2017

La norma tecnica di riferimento al fine di valutare le condizioni di confort termo-igrometrico nell’ambiente di lavoro moderato è la UNI EN ISO 7730:2006, che individua il benessere termico mediante il calcolo degli indici di Fanger, attraverso i quali è possibile formulare un giudizio di accettabilità o inaccettabilità relativa all’ambiente termico in cui ci si trova:

  • Indice PMV: Predicted Mean Vote (Voto Medio Previsto), rappresenta un giudizio qualitativo medio espresso dai soggetti presenti, secondo una scala di sensazione termica composta da sette livelli, circa le condizioni microclimatiche presenti in un determinato ambiente.

Quantitativamente è possibile individuarlo attraverso una centralina microclimatica,misurando quattro parametri fisici ambientali quali temperatura dell’aria, temperatura media radiante, pressione parziale del vapore acqueo e velocità relativa dell’aria che verranno poi rapportati con due parametri individuali quali attività metabolica e isolamento termico del vestiario.

 

  • Indice PPD: Predicted Percentage of Dissatisfied (Percentuale Prevista di Insoddisfatti), questo indice è stato introdotto poiché l’indice PMV rappresenta un giudizio medio ed implica l’esistenza di una variabilità nella risposta individuale. Per soggetti insoddisfatti si intendono le persone che sottoposte ad una determinata condizione microclimatica, esprimono una votazione di +3, +2, -2, -3 nella scala di sensazione termica. Aspetto fondamentale da comprendere è l’impossibilità di soddisfare il 100% delle persone presenti in un determinato ambiente in quanto anche nella situazione di massimo comfort possibile avremo un 5% di soggetti insoddisfatti.

In aggiunta agli indici di Fanger è possibile calcolare degli indicatori di discomfort locali come correnti d’aria, differenze verticali di temperatura, pavimenti con temperatura eccessivamente alta o bassa ed asimmetrie radianti.

 

Al fine di valutare ambienti termici severi caldi è possibile fare riferimento alla norma ISO 7243:2017, la quale ha introdotto l’indice WBGT al fine di valutare lo stress termico da calore a cui è esposto un individuo in un ambiente e per stabilire la presenza o meno del rischio stress da calore.

 

DESTINATARI E FINALITÀ DEL LAVORO

I destinatari della valutazione dei rischi derivanti dal microclima nell’ambiente di lavoro sono tutte le realtà lavorative, siano esse vincolate o meno, che in ottemperanza all’articolo 181 D.Lgs. 81/08 sono tenute ad effettuare una prima valutazione del rischio ad inizio attività o la successiva valutazione programmata da effettuare con cadenza almeno quadriennale.

La finalità ultima del servizio è quella di analizzare le condizioni microclimatiche presenti all’interno di un luogo di lavoro e di verificarne l’adeguatezza rispetto al tipo di attività qui svolta.

COSA OFFRIAMO?

La SIPAR SRL offre, in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 art. 181, un servizio di valutazione del microclima altamente qualificato, eseguito da professionisti competenti in materia e con attrezzature tecnologicamente avanzate in grado di:

  • Determinare analiticamente il grado di comfort termico all’interno di ambienti di lavoro moderati e classificarli dal punto di vista termico;
  • Valutare la condizione microclimatica presente all’interno di ambienti severi freddi e severi caldi.
  • Indicare la miglior situazione microclimatica possibile al fine di garantire un comfort termico adeguato all’attività svolta dai lavoratori all’interno di ambienti di lavoro;


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