SIPAR SRL è un’organizzazione certificata



Formazione: Importanti chiarimenti dal Ministero sugli organismi paritetici

Con nota 8 giugno 2015 il Ministero del Lavoro ha diramato alcuni orientamenti per l’attività di vigilanza in risposta ad una nota della Direzione Territoriale del lavoro di Novara – Verbania Cusio Ossola su quesiti riguardo gli organismi paritetici. 


In risposta ad una nota della Direzione Territoriale del lavoro di Novara–Verbania-Cusio-Ossola, la Divisione III della Direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inviato alle Direzione Territoriali e Interregionali del Lavoro alcuni orientamenti per l’attività di vigilanza.

Il Coordinamento della vigilanza ordinaria e tecnica del MLPS ha innanzitutto richiamato quanto previsto nei commi 1 e 12 dell’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., per i quali i datori di lavoro hanno l’obbligo di assicurare “che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza” e che la stessa debba avvenire, durante l'orario di lavoro e senza oneri economici a carico dei lavoratori, "in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l'attività del datore di lavoro”.

Viene poi ricordato che la richiesta di collaborazione va trasmessa agli organismi paritetici, così come definiti dall'art. 2, comma 1, lett. ee), del D.Lgs. n. 81/2008 ovvero "organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale", richiedendo, tale formulazione letterale, che entrambe le parti siano comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Quindi, qualora in sede ispettiva si riscontrasse la carenza dei requisiti previsti dalla citata norma in termini di rappresentatività sul piano nazionale per una o entrambe le associazioni stipulanti, il personale ispettivo dovrebbe disconoscere la sua qualità di “Organismo paritetico". Da parte loro, inoltre, i datori di lavoro devono verificare il possesso dei requisiti, previsti dal D.Lgs. n. 81/2008, da parte dell’Organismo paritetico al quale richiedere la collaborazione.

Fatte queste premesse, il MLPS precisa che il legislatore non ha previsto alcuna sanzione per la mancata osservanza del citato comma 12 dell'art. 37 e che i termini di adeguatezza e sufficienza della formazione non debbano tanto accertarsi in base all'attuazione e/o alle modalità del rapporto collaborativo con gli organismi paritetici, ove presenti, quanto piuttosto in relazione al rispetto di quanto previsto nell’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. Di conseguenza, la risposta conclude che, anche per i principi di legalità, tassatività e ragionevolezza, non può essere sanzionato un datore di lavoro che eroghi una formazione senza la collaborazione di un organismo paritetico, con la motivazione che la formazione sia "non sufficiente ed adeguata" in base al combinato disposto dei commi l e 12 del citato art. 37 D.Lgs. n. 81/2008.

Risposta MLPS Prot. 9483 del 08 giugno 2015

 

Stampa

AZIENDA

CONSULENZA

FORMAZIONE

DOCUMENTAZIONE

NEWS

ESPERTO RISPONDE


Rilascio del consenso On-line
Ai sensi degli art. 13 e 14 del Regolamento 2016/679/UE (GDPR) si informa che i dati personali raccolti e/o quelli della società di cui alla presente scheda saranno esclusivamente trattati per le finalità connesse e strumentali alla gestione del rapporto contrattuale, nel pieno rispetto della normativa citata, al fine di garantire i diritti, le libertà fondamentali, nonché la dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale.

Presto il mio consenso

Ogni Studio/Azienda può fare più richieste di partecipazione ad attività formative individuali a catalogo, fermo restando che il totale del contributo concesso pari all'80% dell'imponibile I.V.A. delle singole richieste, non deve superare l'importo di euro 1.600,00 (milleseicento/00). Pertanto per ogni singola iniziativa il Fondo riconoscerà al Proponente un contributo pari all'80% dell'imponibile I.V.A. rimanendo a suo carico la copertura del restante 20%