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Sentenza Cassazione sulla formazione dei lavoratori: Non può provarsi verbalmente di aver impartito ai dipendenti la formazione obbligatoria

La Cassazione si pronuncia su una vicenda che vedeva imputato un datore di lavoro, il quale era stato condannato per un infortunio occorso ad un dipendente a causa dell’omessa formazione obbligatoria.

Organizzazione e soggetti obbligati - D.Lgs. n. 81/2008 – Obblighi del datore di lavoro – Formazione dei lavoratori - - Prova di aver assolto a tale obbligo – Prova orale – Esclusione.

Massima

Con riferimento agli obblighi di formazione, il datore di lavoro deve provare per iscritto e non verbalmente di avere ottemperato all'obbligo in questione, in quanto egli è tenuto a compilare un documento sulla formazione del lavoratore, contenente i riferimenti anagrafici di costui, le ore di formazione dedicate ai rischi, la data della formazione medesima.

Sintesi

La vicenda processuale che ha fornito l’occasione alla Corte per occuparsi della questione trae origine dalla sentenza di condanna emessa nei confronti di un datore di lavoro, il quale era stato rinviato a giudizio per un infortunio occorso ad un dipendente a causa dell’omessa formazione obbligatoria.

In particolare, la contestazione riguardava il non aver provveduto ad assicurare una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza sul lavoro in relazione alla mansione di boscaiolo svolta dal dipendente infortunatosi, con le specifiche misure prevenzionistiche, tipiche del settore boschivo.

Contro la sentenza di condanna presentava ricorso per cassazione il datore di lavoro, sostenendo che non fosse necessaria la prova scritta da parte sua della avvenuta formazione del lavoratore fino al 2011. La tesi è stata respinta dai giudici di merito in base all’assunto che i datori di lavoro sono tenuti, ex art. 37 (disposizione che ha sostituito il D.Lgs. n. 626/1994, art. 22, comma 1) e D.Lgs. n. 81/2008, art. 55, comma 5, ad ottemperare all'obbligo di formazione dei dipendenti, e devono conservare in azienda la attestazione della avvenuta formazione, secondo il dettato di cui al D.M. 16 gennaio 1997, richiamato implicitamente dall'allegato A), punto 10 dell'Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011.

La Cassazione, nel respingere la tesi difensiva secondo cui la avvenuta formazione, all'epoca del fatto, poteva essere anche dimostrata verbalmente, ha affermato il principio secondo cui il datore di lavoro deve provare di avere ottemperato all'obbligo in questione, in quanto tenuto a compilare un documento sulla formazione del lavoratore, contenente i riferimenti anagrafici di costui, le ore di formazione dedicate ai rischi, la data della formazione medesima.

Cass. Pen., Sez. III, 9 settembre 2014, n. 37312

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