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In GU il decreto "FARE" con semplificazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013, S.O. n. 50, il D.L. n. 69/2013 (recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), cd. “decreto del fare”, contiene - fra le numerose misure - anche quelle riguardanti la semplificazione di adempimenti formali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Si riassumono e si commentano le novità più importanti che entreranno immediatamente in vigore

Salute e sicurezza sul lavoro: in arrivo alcune semplificazioni

Il D.L. n. 69/2013 (recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), cd. “decreto del fare”, contiene - fra le numerose misure - anche quelle riguardanti la semplificazione di adempimenti formali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il provvedimento, riprendendo il motto “più sicurezza e meno carte”, mira a semplificare alcuni adempimenti formali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, senza toccare gli aspetti sostanziali della disciplina, in modo da garantire l’effettività delle tutele prevenzionistiche con minori costi e oneri amministrativi per le imprese, soprattutto medie e piccole. La previsione di utilizzo di modelli e procedure semplificate dovrebbe ridurre gli adempimenti formali e rendere più facile da parte delle imprese il corretto adempimento degli obblighi sostanziali, liberare risorse per la tutela effettiva della sicurezza, e agevolare nel contempo il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Si riassumono e si commentano le novità più importanti che entreranno immediatamente in vigore

Contratti d’appalto
Elaborazione del documento di valutazione dei rischi
Formazione ed aggiornamento
Notifica all’organo di vigilanza
Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
Campo di applicazione delle norme sui cantieri
Comunicazioni telematiche
Assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali

Contratti d’appalto

La prima novità, in riferimento agli obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera, di servizi e di forniture o di somministrazione, concerne le modifiche all’art. 26, commi 3 e 3-bis del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., in tema di necessità di DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali).

È ora disposto che il datore di lavoro committente promuova la cooperazione ed il coordinamento dei lavori, servizi e forniture, eseguiti presso i propri luoghi di lavoro, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze, allegato al contratto di appalto e adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture.

Limitatamente ai settori di attività a basso rischio infortunistico, individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell'INAIL, il datore di lavoro potrà anche solo individuare un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell'ambiente di lavoro, per sovrintendere a tale cooperazione e coordinamento, della cui individuazione o della cui sostituzione debba essere data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera.

La semplificazione sulla redazione del DUVRI non tocca le già vigenti norme di esclusione per i servizi di natura intellettuale e per le mere forniture di materiali o attrezzature, mentre è stata introdotta l’esclusione delle redazione del DUVRI per i lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai dieci uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei seguenti lavori con rischi particolari:

- lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall’alto da altezza superiore a 2 metri, se particolarmente aggravati dalla natura dell’attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell’opera;

- lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un’esigenza legale di sorveglianza sanitaria;

- lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti;

- lavori in prossimità di linee elettriche aree a conduttori nudi in tensione;

- lavori che espongono ad un rischio di annegamento;

- lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie;

- lavori subacquei con respiratori;

- lavori in cassoni ad aria compressa;.

- lavori comportanti l’impiego di esplosivi;.

- lavori di montaggio o smontaggio di elementi prefabbricati pesanti.

Per uomini-giorno si dovrà intendere l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie al completamento dei lavori, servizi o forniture considerato con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori. Ovviamente resta ferma la disciplina di cui al Titolo IV del decreto 81 per i lavori considerati edili e di genio civile in tema di risoluzione delle interferenze.

Elaborazione del documento di valutazione dei rischi

La seconda novità aggiunge il comma 6-ter all’art. 29 del D.Lgs. n. 81/2008 e sm.i. in tema di elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) e prevede l’individuazione di settori di attività a basso rischio infortunistico per i quali i datori di lavoro potranno attestare di avere effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17, 28 e 29 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., fermi restando i relativi obblighi, utilizzando un apposito modello semplificato allegato al decreto, in aggiunta alla facoltà di utilizzare le procedure standardizzate, di cui al decreto ministeriale 30 novembre 2012.

Formazione ed aggiornamento

Per quanto riguarda gli obblighi di formazione ed aggiornamento dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e dei dirigenti, preposti, lavoratori, di cui agli artt. 32 e 37 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., si prevede che in tutti i casi di formazione e aggiornamento in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per le figure della sicurezza citate, sia riconosciuto un credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati.

Notifica all’organo di vigilanza

Viene semplificata la notifica all’organo di vigilanza, di cui all’art. 67 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

In caso di costruzione e di realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e di ristrutturazioni di quelli esistenti, ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori, i relativi lavori devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di salute e sicurezza; gli elementi informativi relativi alla descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse e alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti devono essere comunicati all'organo di vigilanza competente per territorio .

La comunicazione dei dati dovrà essere effettuata dal datore di lavoro nell'ambito delle istanze, delle segnalazioni o delle attestazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) con le modalità stabilite dal regolamento di cui al D.P.R. n. 160/2010, mediante modelli uniformi da approvare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. La trasmissione dei dati così effettuata sarà poi rigirata per via telematica all'organo di vigilanza competente per territorio.

Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro

Le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro sono previste dall’art. 71, commi 11 e 12, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

La novità consiste in modifiche alle modalità e alle tempistiche.

È previsto adesso che il datore di lavoro sottoponga le attrezzature di lavoro riportate nell'allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 a verifiche periodiche volte a valutarne l'effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato.

La prima di tali verifiche sarà svolta dall'INAIL che vi provvederà nel nuovo termine di 45 giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro potrà avvalersi delle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dell'agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), ovvero di soggetti pubblici o privati abilitati.

Le successive verifiche saranno a cura delle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dell'ARPA, che vi provvederanno nel termine di 30 giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro potrà avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati.

Si precisa, rispetto alla disciplina odierna, che l'INAIL, le ASL o l'ARPA avranno l'obbligo di comunicare al datore di lavoro, entro 15 giorni dalla richiesta, l'eventuale impossibilità a procedere alle verifiche di propria competenza, fornendo adeguata motivazione; e in tal caso il datore di lavoro si potrà avvalere dei soggetti pubblici o privati abilitati alle verifiche.

Campo di applicazione delle norme sui cantieri

Vengono esclusi dal campo di applicazione del Titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 i lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento, nonché i piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini-giorno, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all’allegato X del D.Lgs. n. 81/2008.

È prevista inoltre la semplificazione, nei cantieri temporanei e mobili, della modalità di redazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS), cioè il documento di valutazione dei rischi che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige in riferimento al singolo cantiere interessato dalle sue lavorazioni.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, saranno infatti individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, connotati da praticità e semplicità di elaborazione e lettura.

Analogamente nello stesso decreto citato saranno adottati modelli semplificati del piano di sicurezza e coordinamento (PSC), che si ricorda è il piano costituito da una relazione tecnica e da prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari, nonché la stima dei costi della sicurezza, nei cantieri temporanei e mobili in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di due o più imprese.

Anche del fascicolo dell’opera (FO), cioè quel documento, adattato alle caratteristiche dell’opera in realizzazione, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori successivamente al termine dei lavori, sarà prodotto un modello semplificato.

Inoltre, ricordato che il piano di sicurezza sostitutivo (PSS) è il documento che l'appaltatore od il concessionario di opere pubbliche, rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i,. deve redigere e consegnare ai soggetti aggiudicatori entro trenta giorni dall'aggiudicazione, e comunque prima della consegna dei lavori quando il piano di sicurezza e di coordinamento non sia previsto, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, saranno individuati modelli semplificati per la redazione di tale piano di sicurezza sostitivo del PSC.

Comunicazioni telematiche

Viene introdotta la possibilità per il datore di lavoro di effettuare per via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali di categoria, le seguenti comunicazioni:

— informazione ai lavoratori del superamento dei valori limite di esposizione professionale ad agenti chimici (articolo 225, comma 8)

— comunicazione all’organo di vigilanza del verificarsi eventi non prevedibili o incidenti che possono comportare un’esposizione anomala dei lavoratori ad agenti cancerogeni o mutageni (articolo 240, comma 3);

— notifica all’organo di vigilanza delle attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate (articolo 250, comma 1);

— informazione all’organo di vigilanza territorialmente competente, nonché ai lavoratori ed al rappresentante per la sicurezza, degli incidenti che possono provocare la dispersione nell’ambiente di un agente biologico appartenente ai gruppi 2, 3 e 4 (articolo 277, comma 2).

Assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali

Modifiche anche al testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui al D.P.R. n. 1124/1965 e s.m.i., in materia di denuncia degli infortuni.

L'articolo 54 (sull’obbligo di notiziare l'autorità locale di pubblica sicurezza di ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l'inabilità al lavoro per più di tre giorni) sarà abrogato.

L'articolo 56 (in tema di inchiesta amministrativa infortuni) è riformulato nel senso che nel più breve tempo possibile, e in ogni caso entro quattro giorni dalla presa visione, mediante accesso alla banca dati INAIL dei dati relativi alle denunce di infortuni, la direzione territoriale del lavoro dovrà procedere, su richiesta del lavoratore infortunato, di un superstite o dell'INAIL, all'inchiesta al fine di accertare le condizioni per l’indenizzabilità ai fini assicurativi.

Sarà previsto inoltre che le autorità di pubblica sicurezza, le aziende sanitarie locali, le autorità portuali e consolari, le direzioni territoriali del lavoro e i corrispondenti uffici della Regione Siciliana e delle province autonome di Trento e di Bolzano competenti per territorio acquisiranno dall'INAIL, mediante accesso telematico, i dati relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore a 30 giorni.

Tali modifiche normative decorreranno dal 180° giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 8, comma 4, del D.Lgs. n. 81/2008, ossia quel decreto, tanto atteso ma non ancora emanato, che dovrà definire le regole tecniche per la realizzazione e il funzionamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro.

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