SIPAR SRL è un’organizzazione certificata



Tutela della salute delle lavoratrici madri: linee di indirizzo ministeriali

E’ stato reso noto il documento, redatto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Regionale del Veneto -, avente ad oggetto “Tutela della salute delle lavoratrici madri. Linee di indirizzo per l’applicazione del D.Lgs. 151/01 – artt. 7-8-11 e 12”

Il documento presenta le linee guida d’indirizzo relativamente agli aspetti di tutela della salute della lavoratrice madre e del nascituro, riprendendo i riferimenti normativi in materia di tutela della lavoratrice ed illustrando i principali fattori di rischio per la salute della donna e del bambino presenti nei luoghi di lavoro.

Si tratta di una utile guida per il datore di lavoro che deve adempiere agli obblighi di tutela nei confronti delle dipendenti in stato di gravidanza ed un valido mezzo di informazione per le lavoratrici che devono conoscere i propri diritti.

Il documento è aggiornato alle recenti modifiche apportate all’art. 17 del D.Lgs. 151/2001 dall’art. 15 del D.L. 5/2012 convertito in legge n. 35/2012 (Misure di semplificazione in relazione all’astensione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in gravidanza), in tema di provvedimenti di estensione dell’interdizione al lavoro.

Si ricorda che, ai fini degli obblighi di cui al D.Lgs. 151/2001, il datore di lavoro deve:

1) in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione RSPP e con il Medico Competente MC, consultato il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS, identificare le mansioni/lavorazioni vietate per la gravidanza e/o l’allattamento;

2) integrare il documento di valutazione del rischio con l’analisi e l’identificazione delle operazioni incompatibili, indicando per ognuna di tali mansioni a rischio le misure di prevenzione e protezione che intende adottare (modifica delle condizioni di lavoro e/o dell'orario di lavoro; spostamento della lavoratrice ad altra mansione non a rischio; richiesta alla Direzione Territoriale del Lavoro di interdizione anticipata dal lavoro);

3) informare tutte le lavoratrici in età fertile dei risultati della valutazione e della necessità di segnalare lo stato di gravidanza non appena ne vengano a conoscenza.

La lavoratrice , a sua volta, correttamente informata, consapevole cioè dei propri diritti e dei rischi per la sua salute e di quella del bambino, deve informare tempestivamente del proprio stato di gravidanza il datore di lavoro. La lavoratrice può, in qualsiasi momento, rivolgersi alle Direzione Territoriale del Lavoro per aver informazioni.

Le linee di indirizzo, dopo aver riportato un efficace diagramma di flusso delle operazioni di valutazione, contiene una esauriente analisi delle principali mansioni e dei profili di rischio, con conseguenti provvedimenti di interdizione al lavoro (nel periodo di gestazione e in quello post parto), per i principali settori lavorativi e comparti produttivi. Il periodo di astensione al lavoro è in ogni caso subordinato all’esito della valutazione del rischio in azienda.

Inoltre è riportata una griglia di rilevazione dei rischi per le lavoratrici gestanti e puerpere, che può essere utilizzata dal datore di lavoro per valutare la compatibilità di ogni postazione di lavoro, nella quale viene o potrebbe essere impiegata una lavoratrice, con lo stato di gravidanza o con il puerperio (sette mesi dopo il parto). L’elenco delle situazioni lavorative non è esaustivo ma rappresenta un valido esempio di come procedere in ogni realtà produttiva.

Infine le linee di indirizzo riportano due utili facsimile che possono essere usati dal datore di lavoro:

- il primo è un modello per l’informazione alla lavoratrice, ad oggetto “Informazione sui rischi lavorativi e relative misure di tutela che devono essere attuate in caso di gravidanza”, ai sensi dell’art. 11, comma 2, del D.Lgs. 151/2001;

- il secondo è un modello di segnalazione alla Direzione Territoriale del Lavoro, ad oggetto “D.Lgs. n. 151/2001 – T.U. delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”, ai sensi dell’art. 12, comma 2, del D.Lgs. 151/2001, con il quale il datore di lavoro informa della valutazione del rischio e, ove la modifica delle condizioni o dell’orario di lavoro non sia possibile per motivi organizzativi o produttivi, della necessità di provvedimenti di divieto al lavoro.

Stampa

AZIENDA

CONSULENZA

FORMAZIONE

DOCUMENTAZIONE

NEWS

ESPERTO RISPONDE


Rilascio del consenso On-line
Ai sensi degli art. 13 e 14 del Regolamento 2016/679/UE (GDPR) si informa che i dati personali raccolti e/o quelli della società di cui alla presente scheda saranno esclusivamente trattati per le finalità connesse e strumentali alla gestione del rapporto contrattuale, nel pieno rispetto della normativa citata, al fine di garantire i diritti, le libertà fondamentali, nonché la dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale.

Presto il mio consenso

Ogni Studio/Azienda può fare più richieste di partecipazione ad attività formative individuali a catalogo, fermo restando che il totale del contributo concesso pari all'80% dell'imponibile I.V.A. delle singole richieste, non deve superare l'importo di euro 1.600,00 (milleseicento/00). Pertanto per ogni singola iniziativa il Fondo riconoscerà al Proponente un contributo pari all'80% dell'imponibile I.V.A. rimanendo a suo carico la copertura del restante 20%