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Lavoratori autonomi in cantiere: indicazioni ministeriali operative per il personale ispettivo

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la circolare n.16/2012 Prot. 0012271 del 4 luglio 2012 al ï¬~ne di orientare l'azione del personale ispettivo, uniformandone comportamenti e valutazioni, fornendo istruzioni di carattere tecnico che si muovono sul piano della metodologia accertativa, in ordine ai criteri di distinzione tra prestazioni autonome e subordinate, per l’eventuale contestazione di violazioni di natura lavoristica e in materia di salute e sicurezza sul lavoro

La circolare n. 16/2012 del 4 luglio 2012 ha lo scopo di orientare l'azione del personale ispettivo, uniformandone comportamenti e valutazioni, fornendo istruzioni di carattere tecnico che si muovono sul piano della metodologia accertativa, in ordine ai criteri di distinzione tra prestazioni autonome e subordinate, per l’eventuale contestazione di violazioni di natura lavoristica e in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Nella circolare si rileva che nel corso dell’attività di vigilanza nel settore edile è frequente riscontrare l’utilizzo improprio di lavoratori autonomi, che operano inseriti nel ciclo produttivo delle imprese esecutrici e svolgono sostanzialmente la medesima attività del personale dipendente delle imprese stesse, oppure che ricorrono a formule “aggregative” di dubbia legittimità, costituite da associazioni temporanee di lavoratori autonomi ai quali viene affidata, da parte di committenti privati l'esecuzione di intere opere edili. Per tali situazioni viene richiesto agli ispettori di veriï¬~care la genuinità delle prestazioni qualiï¬~cate come autonome e di stabilire il corretto inquadramento lavoristico delle prestazioni, nonchè quello relativo alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori interessati.

Per la verifica dell’effettiva autonomia del lavoratore operante in cantiere occorrerà innanzitutto constatare il possesso e la disponibilità di una consistente dotazione strumentale, rappresentata da macchine e attrezzature (risultante dal registro dei beni ammortizzabili), da cui sia possibile evincere una effettiva, piena ed autonoma capacità organizzativa e realizzativa delle intere opere da eseguire, mentre non dovrà essere considerata idonea a dimostrare l’esistenza di un’autonoma attività imprenditoriale la mera proprietà o possesso di munita attrezzatura, né la disponibilità delle macchine e attrezzature speciï¬~che per la realizzazione dei lavori data dall'impresa esecutrice o dal committente.

Inoltre, un quale ulteriore elemento sintomatico di non reale autonomia, anche se non decisivo per ciò che riguarda il settore dell’edilizia, il personale ispettivo dovrà verificare l’eventuale mono-committenza del lavoratore “sedicente” autonomo.

La circolare, inoltre, evidenzia che normalmente non siano mai sorti particolari problemi di inquadramento quale prestazione autonoma per tutte quelle attività che intervengono nella fase della finitura e della realizzazione impiantistica dell‘opera, mentre meno verosimile appare la compatibilità di prestazioni di lavoro di tipo autonomo con riferimento a quelle attività consistenti nella realizzazione di opere strutturali del manufatto (in particolare le opere in elevazione legate al ciclo del cemento armato o il montaggio di strutture metalliche e di prefabbricati), svolte da speciï¬~che categorie di operai.

La conclusione che viene tratta nella circolare è che il personale ispettivo è tenuto a ricondurre nell’ambito della nozione di subordinazione nei confronti del reale beneï¬~ciario delle stesse, le prestazioni dei lavoratori autonomi iscritti nel Registro delle Imprese o all'Albo delle imprese artigiane, adibiti alle attività di manovalanza, muratura, carpenteria, rimozione amianto posizionamento di ferri e ponti, addetti a macchine edili fornite dall’impresa committente o appaltatore, “ove non emergano fenomeni di conclamata sussistenza di un’effettiva organizzazione aziendale rappresentata da signiï¬~cativi capitali investiti in attrezzature e dotazioni strumentali e non vi sia nemmeno un’inequivocabile situazione di pluricommittenza”.

Qualora si disconoscesse la natura autonoma delle prestazioni, il personale ispettivo sarà tenuto a contestare al soggetto utilizzatore, oltre che le violazioni di natura lavoristica connesse alla riconduzione delle suddette prestazioni al lavoro subordinato e le conseguenti evasioni contributive, anche quegli illeciti riscontrabili in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in materia di sorveglianza sanitaria e di mancata formazione ed informazione dei lavoratori.

Ministero del Lavoro - Circolare 4 luglio 2012 n. 16 Prot. 0012271

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