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SCARICHI IDRICI E ACUSTICA - ADEMPIMENTI AMBIENTALI LEGGERI

In partenza le semplificazioni per le piccole e medie imprese in merito a scarico acque reflue ed emissioni acustiche

Dopo i pareri favorevoli della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato nonché delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, il Governo ha approvato, in via definitiva, lo schema di Dpr che mira a semplificare gli adempimenti amministrativi in materia di acque reflue e di impatto acustico così da rendere meno gravosa l’attività delle imprese, in particolare delle PMI.

Il Consiglio dei Ministri n. 147 del 28 luglio 2011 ha approvato lo schema di DPR recante “Regolamento per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122” (atto del Governo n. 369).

Tra le novità del nuovo Regolamento, del quale si attende ora solo la pubblicazione in G.U., vi sono l’introduzione dell’autocertificazione ai fini dell’assolvimento di alcuni adempimenti in materia di acque reflue e di impatto acustico, la fissazione di nuovi criteri in tema di assimilazione delle acque industriali alle acque reflue domestiche, nonché l’esenzione dall’obbligo di presentare la documentazione di impatto acustico per le attività poco rumorose.

Le novità per le PMI

Lo schema di DPR si presenta strutturato in quattro Capi e sei articoli e pur introducendo una serie di interessanti semplificazioni per le PMI nei settori menzionati, non modifica la normativa contenuta, rispettivamente, nel D.Lgs. n. 152/2006 (c.d. Testo Unico Ambientale) e nella legge n. 447/1995. Vediamo alcune delle novità introdotte dal provvedimento in parola.

Campo di applicazione

Il Capo I, con l’art. 1, prevede che il nuovo regolamento sia applicato alle micro, piccole e medie imprese (per l’appunto, le PMI, secondo la definizione data dal D.M. Attività produttive 18 aprile 2005, che ha accolto nel nostro ordinamento nazionale la nozione contenuta nella raccomandazione 2003/361/CE).

Proseguendo, l’articolo 1 prevede l’attestazione da parte delle imprese dell’appartenenza a tali categorie mediante una dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell'art. 46, DPR 28 dicembre 2000, n. 445.

Acque, assimilazione delle reflue alle domestiche, rinnovo autorizzazioni tramite semplice autocertificazione delle relative autorizzazioni in scadenza

Il Capo II riguarda alcune nuove semplificazioni relative alla disciplina delle acque reflue ed in particolare l’art. 2 ha ad oggetto i criteri di assimilazione delle acque reflue a quelle domestiche. Difatti, il comma 1 dell’art. 2 stabilisce che, fermo restando quanto disposto dall'art. 101, comma 7, lett. e), D.Lgs. n. 152/2006, sono assimilate alle acque reflue domestiche: a) le acque che, prima di ogni trattamento depurativo, presentino le caratteristiche qualitative di cui alla tabella 1 dell'Allegato A; b) le acque reflue provenienti da una serie di attività elencate nella tabella 2 dell'Allegato A. In proposito si rileva che:

- la tabella 1 indica direttamente le caratteristiche qualitative di alcune sostanze presenti nelle acque ai fini dell'assimilazione alle acque reflue domestiche (per le sostanze non comprese nella tabella, si fa rinvio ai valori limite di emissione fissati nella tabella 3 dell'Allegato 5 alla Parte terza del TUA, con riferimento alle emissioni in acque superficiali);

- la tabella 2 individua, invece, una serie di attività che generano acque reflue assimilate alle acque reflue domestiche, ulteriori rispetto a quelle indicate dall’art. 101, comma 7, del TUA. L’art. 3 dello schema di DPR, fermo restando quanto previsto dall'art. 124, TUA, introduce una modalità semplificata per il rinnovo delle autorizzazioni agli scarichi delle acque reflue industriali se non si siano, nel frattempo, verificate delle modifiche rispetto all’autorizzazione a suo tempo concessa: come posto in evidenza dalla relazione illustrativa, la ratio della norma è semplificare la procedura di rinnovo dell'autorizzazione che attualmente risulta onerosa quanto una nuova autorizzazione.

Rumore, il criterio di proporzionalità, semplice autocertificazione per le attività non rumorose

Il Capo III, con l’art. 4, introduce alcune semplificazioni documentali in materia di impatto acustico tese ad introdurre il criterio di proporzionalità degli adempimenti in relazione al settore di attività ed alla tutela degli interessi pubblici.

Tra gli altri, il comma 1 dell’art. 4 prevede che le attività a bassa rumorosità, individuate nell'allegato B, non siano soggette all'obbligo di presentazione della documentazione di impatto acustico prevista dall’art. 8, commi 2-4, della legge quadro n. 447/1995.

L'obbligo di predisporre la documentazione di impatto acustico permane qualora alcune di tali attività (ristoranti, pizzerie, trattorie, bar, mense, attività ricreative, attività culturali, spettacoli, palestre, stabilimenti balneari) utilizzino impianti di diffusione sonora o svolgano manifestazioni con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.

E’ ammessa la dichiarazione sostitutiva qualora non vengano superati i limiti di emissione di rumore indicati nel successivo comma 2.

Le disposizioni dei commi 2 e 3 garantiscono, come sottolinea la relazione illustrativa, effettività allo strumento dell'autocertificazione riducendo gli oneri a carico delle imprese, dato che è stato rilevato che il costo unitario medio degli adempimenti in materia di impatto acustico è di oltre 3.000 euro. Pertanto vengono chiariti i casi in cui è possibile ricorrere alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (comma 2) e quelli per i quali è invece necessaria la documentazione di impatto acustico come previsto dall’art. 8, comma 6, della legge 447/1995 (comma 3)

Le disposizioni deI Capo IV recano le disposizioni attuative.

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